Luca è un dipendente pubblico da quindici anni. Stipendio fisso, nessun protesto, nessun debito apparente. Eppure la banca gli ha appena detto di no per il mutuo sulla prima casa. Il motivo? Da otto anni ha una cessione del quinto che ha rinnovato tre volte. Il 20% del suo stipendio è già bloccato. E per la rata del mutuo non resta abbastanza.
Luca mi ha guardato senza capire. “Ma pago tutto in orario, non ho mai saltato una rata.”
Esatto. Ecco il problema: la cessione del quinto non ti rende cattivo pagatore. Ti rende meno libero. E la libertà finanziaria è ciò che la banca guarda quando deve darti altri soldi.

Cos’è, in due parole

La cessione del quinto è un prestito che rimborsi tramite trattenuta diretta sullo stipendio o sulla pensione. Il datore di lavoro (o l’INPS) trattiene la rata e la gira alla finanziaria. Tu non devi fare nulla.
Vantaggio: è facile da ottenere. Non servono garanzie reali, non serve un immobile da ipotecare, spesso basta la busta paga.
Svantaggio: il tasso di interesse è più alto rispetto a un prestito personale tradizionale. E la durata può arrivare a 10 anni. Dieci anni di trattenuta fissa, che non puoi sospendere nemmeno se cambi lavoro o vai in cassa integrazione.

Quando conviene davvero

Ho visto la cessione del quinto fare il suo lavoro bene in tre situazioni:
  1. Consolidare debiti sparsi. Hai tre carte di credito, un finanziamento per l’auto, un prestito personale. Rate diverse, tassi alti, scadenze confuse. Un’unica cessione del quinto a tasso fisso può sostituirli tutti, abbassando la rata complessiva e dandoti respiro.
  2. Spese improvvise che non possono aspettare. Un intervento sanitario, una ristrutturazione urgente, un’emergenza familiare. Serve liquidità subito, non tra tre mesi di pratica bancaria. La cessione del quinto è veloce: in 15-20 giorni hai i soldi.
  3. Chi non ha accesso ad altri prestiti. Se sei segnalato in Centrale Rischi per un ritardo di qualche anno fa, se hai un contratto atipico, se la banca ti ha già detto di no. La cessione del quinto è spesso l’unica porta aperta.

Quando NON conviene (e qui la maggior parte sbaglia)

  1. Se puoi fare un prestito personale normale. Con un buon reddito e una situazione finanziaria pulita, un prestito personale o una linea di credito hanno tassi più bassi. La cessione del quinto costa di più proprio perché è “facile”. Se hai scelta, scegli il più economico.
  2. Se pensi al mutuo nei prossimi 3-5 anni. Questo è il caso di Luca. La banca calcola la tua capacità di rimborso considerando tutte le rate già in corso. Se il 20% dello stipendio è già bloccato dalla cessione del quinto, la rata del mutuo non può superare il 10% residuo. E con il 10% non compri quasi nulla.
  3. Se hai già rinnovato una volta. Il rinnovo della cessione del quinto è tecnicamente possibile, ma è una trappola dorata. Ogni rinnovo allunga il debito, capitalizza gli interessi, e trasforma un prestito di 5 anni in un macigno di 10 o 15. Ho visto clienti che pagano la stessa cessione da vent’anni, senza mai essersi accorti di aver restituito il doppio di quello che avevano chiesto.
  4. Se il tasso è troppo alto. I tassi della cessione del quinto hanno un tetto legale, ma restano significativamente più alti di un mutuo o di un prestito finalizzato. Se il TAEG supera il 10-12%, fermati e confronta. Ci sono alternative.

La delegazione di pagamento: la sorella maggiore

Pochi lo sanno, ma esiste anche la delegazione di pagamento (o doppia cessione del quinto). Ti permette di cedere un altro quinto dello stipendio, arrivando al 40% di trattenuta totale.
È legale, ma è pericolosissima. Se il primo quinto ti toglie libertà, il secondo ti toglie ossigeno. Io la sconsiglio quasi sempre. L’unico caso in cui può avere senso è il consolidamento di debiti gravosi, con un piano di rientro chiaro e una scadenza certa. Mai per nuovi consumi.

La regola che do a tutti i miei clienti

Una cessione del quinto nella vita, estinta per bene, è uno strumento.
Due cessioni del quinto consecutive sono un campanello d’allarme.
Tre sono una prigione.
Prima di firmare, chiediti: “Questo prestito mi avvicina alla casa che voglio comprare, o me la allontana?” Se la risposta è “allontana”, non firmare.

Conclusione

Luca oggi sa che dovrà aspettare. Abbiamo fatto un piano per estinguere la cessione del quinto in 18 mesi, risparmiando sulle rate intermedie. Poi, e solo poi, parleremo di mutuo.
Se stai valutando una cessione del quinto, o ne hai già una e non sai se rinnovarla, scrivimi. Opero in tutta Italia con dipendenti e pensionati.
Il primo appuntamento serve a capire se ha senso procedere. E se non ha senso, te lo dico subito. Senza illusioni.
Fabio Grosso
Collaboratore di mediatore finanziario – FinanziamentiGenova.it